Cosa vedere

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Cosa vedere2018-11-15T18:11:06+00:00

La Storia del
Parco di Bomarzo

Bomarzo, borgo del Lazio alle falde del Monte Cimino, possiede un’opera unica al mondo, la Villa delle Meraviglie, chiamata anche Sacro Bosco, spesso definito Parco dei Mostri.
Venne progettato dal principe Vicino Orsini e dal grande architetto Pirro Ligorio nel 1552. lI parco, pur inserendosi a pieno titolo nell’erudita cultura architettonico-naturalista del secondo Cinquecento, costituisce un unicum. I raffinati giardini all’italiana sono realizzati su criteri di razionalità geometrica e prospettica, con ornamenti quali le ampie terrazze, le fontane con giochi d’acqua e le sculture manieriste. Al contrario, il colto principe di Bomarzo si dedicò alla realizzazione di un eccentrico “boschetto” facendo scolpire nei massi di peperino, affioranti dal terreno, enigmatiche figure di mostri, draghi, soggetti mitologici e animali esotici, che alternò a una casetta pendente, un tempietto funerario, fontane, sedili e obelischi su cui fece incidere motti e iscrizioni. Il Sacro Bosco, non rispettando le consuetudini cinquecentesche, si presenta come una soluzione irregolare; i diversi elementi sono tra loro svincolati da qualsiasi rapporto prospettico e non sono accomunati da coerenza di proporzioni. ll tutto è inventato con criteri iconologici che sfuggono anche ai più appassionati studiosi, autentico labirinto di simboli che avvolge chi si addentra fisicamente o intellettualmente. Questi i motivi che hanno ispirato molti artisti del tempo, come Annibal Caro, Bitussi e il Cardinal Madruzzo. ln seguito alla morte di Vicino Orsini, nessuno si curò più di questo luogo che dopo secoli di abbandono è stato rivalutato da intellettuali e artisti come Claude Lorrain, Johann Wolfgang von Goethe, Salvador Dali, Mario Praz e Maurizio Calvesi.

Il Santuario di Santa Rosa e il complesso monastico XIII

Il complesso monastico del XIII secolo è situato a nord est della città dentro le mura medioevali. Il primo insediamento della comunità monastica, le Damianite, risale al 1230. Nel colle di S. Marco era edificata la prima chiesetta intitolata a S. Maria in San Damiano, andata distrutta e ricostruita poi nel 1850 l’attuale Santuario.

Il Santuario custodisce il corpo della compatrona della città: Santa Rosa (nata e vissuta a Viterbo tra il 1233 e il 1251). All’interno del Santuario è possibile ammirare il Polittico realizzato da Francesco d’Antonio Zacchi detto il Balletta del 1457 circa. La comunità religiosa permette di sostare in preghiera davanti all’Urna della Santa e, addentrandosi nel complesso monastico è possibile visitare le sale da poco restaurate con dipinti e affreschi del XV e XVI secolo: la Sala Capitolare, il Refettorio Antico (dove è allestita la mostra delle tavolette votive), la Sala delle Colonne, per poi soffermarsi nella meravigliosa Sala Gotica.

Il percorso termina nel meraviglioso Chiostro, dov’è possibile ammirare il Roseto di Rosa.

Inoltre è possibile visitare la Casa natale di S. Rosa dove all’interno è allestito un presepe artistico poliscenico permanente.

Per ulteriori informazioni accedere al sito: www.santuariosantarosa.com

VITERBO SOTTERRANEA, UNDERGROUND

L’ingresso di Viterbo Sotterranea si trova in Piazza della Morte 1, dove è possibile visionare una delle gallerie deputata a “luogo della memoria” dagli stessi viterbesi. Una visita guidata della durata di circa 25 minuti vi condurrà in questi posti magici e ricchi di ricordi. Un viaggio nel tempo, dagli Etruschi ai giorni nostri, un percorso ricco di emozioni.

Viterbo sotterranea è composta da un reticolo di gallerie che si estendono sotto il centro storico e conducono fin oltre la cinta muraria. Per ora l’unico tratto percorribile si snoda per circa 180 metri disposti su due livelli sotto Piazza della Morte, rispettivamente a 3 e 10 metri di profondità. Il percorso è completamente scavato nel tufo.

L’origine dei cunicoli è controversa. Stando ad alcune accreditate teorie, avanzate da studiosi ed archeologi, il primo taglio nel tufo risalirebbe agli Etruschi. In quell’epoca la struttura veniva utilizzata come sistema idraulico, per raccogliere e canalizzare le acque piovane e poi smistarle, laddove necessario, proprio tramite una fitta rete di cunicoli.

Durante il periodo medioevale i tunnel sotterranei diventarono un autentico labirinto fatto di passaggi segreti che servivano a mettere in comunicazione le strutture nevralgiche e strategiche di Viterbo.

Più recentemente i sotterranei vennero sfruttati dai briganti per i loro loschi affari e nel corso della seconda guerra mondiale furono usati come rifugi antiaerei durante i bombardamenti.

La visita guidata vi condurrà alla scoperta di questi magici luoghi, in un viaggio nella storia lungo oltre 2500 anni.

Orari di apertura: tutti i giorni seguendo gli orari delle attrazioni del Caffeina Christmas Village

Riduzioni e gratuità: come da attrazioni Caffeina Christmas Village

Tariffe: 4€ a persona

Per ulteriori Info 0761.220851

www.tesoridietruria.it

Tenuta Sant’Egidio

La Tenuta Sant’Egidio si estende per circa 130 ettari sul versante Est del Monte Cimino  a 1053 m s.l.m.  Il Monte Cimino rappresenta la cima piú alta di una serie di rilievi che costituiscono il “comprensorio dei Monti Cimini”. Si trova nel Lazio settentrionale, ad Est di Viterbo, a circa 40 km dal mare. L’area pianeggiante, che separa il complesso dal Mar Tirreno, è la valle formatasi dallo scorrere del fiume Tevere.
Il Bosco didattico del Cimino vuole riuscire a trasmettere in modo chiaro dei principi che permettano al pubblico di essere cosciente della perfezione e della complessità del sistema Natura e quindi di agire in modo consapevole di fronte alle molteplici problematiche ambientali. Il Bosco didattico mira a far vivere ai suoi visitatori un’esperienza di educazione ambientale unica e avvincente, con l’obiettivo di far conoscere e valorizzare il patrimonio naturalistico, paesaggistico, storico e culturale esclusivo e di valore inestimabile della Tenuta Sant’Egidio, dove potersi innamorare della bellezza e della complessità della Natura e risvegliare quindi il rispetto verso il Mondo che ci circonda.

Bagnaccio

Sorgenti termali del Bagnaccio (Strada Castiglione – distanza dal centro di Viterbo circa 8 Km): Quest’area termale comprende diverse sorgenti, sia ipertermali (65-66°C) che ipotermali (23-29°C), accompagnate da notevoli emissioni di gas. Il bagnaccio,che ricade dentro una proprietà privata, si trova in aperta campagna, tra la strada martana e la strada castiglione.
Le cinque vasche del bagnaccio ospitano in ogni stagione numerosi bagnanti e persone che utilizzano i vapori per le insufflazioni.
Attualmente anche nell’area del bagnaccio,pur essendo ad ingresso gratuito, sono presenti alcuni servizi erogati dall’associazione di promozione sociale “Il Bagnaccio”.